Confessioni
post pubblicato in
Diario, il 29 febbraio 2012
Ci sono giorni in cui questo dolore è più presente di altri.
Giorni in cui, delusa, mi accorgo che gli anni passano e lui è sempre qui.
Non se ne va, non scema, non accenna neanche a stare in silenzio.
Quieto a volte, questo sì, mi da tregua per un pò, poi mi ripiomba addosso
con la forza e la crudeltà.
Mi sono ammalata. Capisco che quella frase è vera, non è solo frutto
di un pensiero sdolcinato: "Ci si può ammalare anche solo di un ricordo".
Ma questa consapevolezza non mi aiuta. Sto male. Sto male lo stesso.
La gelosia mi corrode come un acido dentro le vene,
vorrei prendere il telefono dirgli
"HEy guarda io sono ancora qui, e anche se sono passati anni,
io ancora ti penso, e mi manchi, e ti voglio".
Il senso di colpa mi affligge... dicono che ognuno abbia i suoi tempi
ma i miei sono biblici. Allora c'è qualcosa che non va.
Mi sento vittima di un'ingiustizia, non posso parlarne con nessuno -
a parte il mio analista che però latita - e questo grido del cuore
resta perennemente inascoltato.
Conosco le risposte prima ancora che aprano bocca,
le ho sentite un milione di volte,
e sono tutte affermazioni giuste, esatte,
ineccepibili.
Infondo è giusto che lui si sia rifatto una vita..
la vita è così, ti fotte con la quotidianeità.
Ogni santa volta ci ricasco e non so perchè.
NOn lo vedo e non lo sento da quasi 2 anni.
Dicono che solo tagliando i ponti definitivamente si possa dimenticare una persona,
rifarsi una vita, ecc ecc.... tutte quelle cazzate colossali che uno si racconta
per non ammettere che no, non va sempre così, che il cuore non ha tempo,
che certe ferite non si rimarginano.
Combatto con un mostro senza occhi che mi guarda da lontano
e mi piglia sonoramente per culo.
E mi manca qualcosa che non so descrivere senza essere additata come pazza furiosa.
Quando? Quando questo dolore smetterà di farmi male? Quando mi sveglierò davvero libera?
E perchè è successo proprio a noi?
Noi che infondo eravamo felici, che avevamo un futuro, che avevamo la forza e la voglia
di sopportare questa vita insieme.
Ora chi è la prescelta? A chi hai dato la mano ieri prima di addormentarti?
Oh certo dicono che non fa alcuna differenza,
sti cazzi. La differenza la fa....perchè io NON VOGLIO. Non lo accetto.
E mi si contorcono le budella al pensiero di saperlo ovunque con chiunque ma non con me.
Odio quelle frasi scontate e banali,
voglio far credere a tutti di aver dimenticato,
di stare bene, di essermi ripresa.
Ma io sono malata, mi curo nel buio, cos'altro può fare, l'anima, per sopravvivere?
Tristezza delle tristezze
è stato proprio lui a infettarmi.
Come fa l'altra gente ? Io li ammiro. Li ammiro e li invidio.
Se ne fregano, frequentano, riescono a fare sesso con dei semi sconosciuti sentendosi
tranquilli e beati il giorno dopo. Io mi sentirei una merda secca in fase di putrefazione.
Come fanno ? Scatta una specie di reset automatico. Bum, via, domani è un altro giorno.
Minchia me lo dico pure io. Ma su di me sta magia del cazzo non funziona.
Qualcosa si è rotto e non riesco a ripararlo.
Qualcosa di prezioso, di profondo, di immenso, unico.
Qualcosa che hai aspettato tutta la vita ed era proprio così, come l'avevi sognato.
Ce la metto tutta, ma cado, rovinosamente, torno sempre indietro.
Una guerra con me stessa, tutti i giorni.